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Sabato 22 Ottobre 2011

IL GRANDE INGANNO - UN GRANDE VUOTO DA COLMARE SUBITO
Un’intera generazione è vissuta compressa nell’ombra, ma ora va liberando enormi energie
di Marcelo Mariani (fotografie di Micheal Rahija)

Giorno dopo giorno si è prodotto un gigantesco vuoto nel tempo dei nostri giovani, nella loro vita e in quella che sarà la loro memoria. Ed ora che ce ne siamo accorti tutti, giovani e meno giovani, genitori e nonni, rimane poco tempo per correre ai ripari. Ma anche le idee sono poche, e praticamente nulla è la buona volontà e la capacità di chi detiene i poteri in questa nostra società un tempo democratica. Videogiochi, calcetto, discoteche, palestre, piscine, internet, università… hanno scandito le ore della giornata dei nostri ragazzi, nei quali però in innumerevoli casi non è avanzato un progetto di vita. E non per loro colpa. Intanto sono comunque avanzati nell’età, mentre i più giovani di loro iniziano da poco ad avanzare e nella stessa incertezza.
Matrimonio, figli, casa e lavoro che sino a pochi anni orsono erano mete subito da raggiungere e che già delineavano limiti, responsabilità e prerogative per ogni giovane che così diveniva a tutti gli effetti un cittadino completo, ora sono mete che paiono non interessare e comunque non auspicabili nell’impossibilità della loro gestione, privi i giovani come sono, e molti lo saranno per chissà quanto tempo, di un lavoro stabile. Diciottenni che un tempo erano ritenuti già abili per la guerra o per il lavoro nei campi o in fabbrica ora sono stati parcheggiati da diciotto anni in interminabili percorsi di studi superiori e universitari sempre più affollati, percorsi che poi proseguono ad imbuto in specializzazioni e dottorati, in contratti a progetto, in espedienti d’ogni sorta per rinviare di fatto il più possibile il momento dell’assunzione vera. Ma anche per ore e ore gli stessi sono tenuti piacevolmente impegnati e coinvolti con il joystick dinanzi a videogiochi d’ogni sorta oppure, sempre per ore e ore dalla mezzanotte all’alba a dimenarsi in assordanti discoteche, trascurando qui poi le diffuse conseguenze immediate collaterali a tale condizione, come alcol, droga e violenza.
Le multinazionali supportate dai media e affiancate nel metodo come sciacalli dalla criminalità organizzata gestiscono alla perfezione questo immenso parco buoi ricavandone somme enormi a gettito orario e distribuendo con metodi massonici il potere altrettanto enorme così conseguito. Due sole professioni garantiscono oggi sicura assunzione e contratti a tempo indeterminato: il prete e il militare, tutte le altre sono a rischio, vedi per cominciare la Grecia dove a breve anche decine di migliaia di dipendenti statali ultima roccaforte della certezza del lavoro, saranno licenziati. Ma vedi anche Italia e Spagna dove le prime avvisaglie in tali ambiti per saggiare il terreno sono state messe in circolazione.
Dai media intanto luccicanti prospettive a tener su tensione e speranza, bei ragazzi e belle ragazze a ripetizione, in video musicali proposti ossessivamente a tutte le ore e in manifesti sparati in ogni angolo e giornali d’ogni sorta. Per carità cristiana verso tutti noi indichiamo proprio in soli diciotto anni la dimensione del vuoto che si è creato, giacché con tutte le estensioni che si vogliano intendere, dopo i trentasei anni siamo davvero fuori dai giovani propriamente detti per entrare invece tra i delusi, i tristi, i depressi, i raggirati, i falliti, e gli ospiti di galere, di camere buie, di autoevasioni indotte da droghe e pillolame vario.
E i giovani che si ritengono giustamente ingannati, dappertutto si ribellano, hanno fretta, corrono di qua e di là per il mondo, attraversano il mare e i confini a loro rischio e pericolo, protesi ad afferrare finalmente la vita e percorrerla, anche se dovranno contribuire a pagare con il proprio lavoro o con il non lavoro le pensioni e i debiti a quanti li hanno condotti nella attuale situazione, mentre loro già sanno che non avranno – almeno non tutti – mai diritto a una pensione vera. Già perché i giovani, da oggi, sia come disoccupati – e cioè come soggetti che non gravano sul sistema attuale – sia come occupati, cominceranno a lavorare o continueranno ancora ad attendere solo per contribuire al mantenimento dei loro genitori e del sistema. E il perché lo hanno ben capito, se a percepire uno stipendio stabile e sufficiente cominci a trentasei anni, a voler fare bene i conti una pensione decente potrai percepirla dai 75/80 anni in su. Età che probabilmente verrà garantita forse da nuovi metodi delle multinazionali della salute. Il ciclo delle pensioni, che per un certo periodo di recente è stato in parte supportato dagli stranieri nei settori più umili, starebbe forse per interrompersi.
Ecco che se questo è vero, sono i giovani che già stanno operando per il presente e il futuro di tutti noi. Avranno intanto mantenuto i loro vecchi.
O forse il sistema postcapitalista degli intelligentoni che reggono il mondo riuscirà a trovare regole nuove che assorbano di colpo diciotto anni o periodo simile di contributi non versati? Diciotto anni di dolce far nulla. Diciotto anni di danni psicologici.
Questo buco, come il buco dell’ozono, va ricucito al più presto, chiuso, sanato, o l’ingiustizia ci travolgerà e l’aria diverrà irrespirabile.
I poteri forti tutto questo lo sanno bene, ma non sanno come riparare all’assenza di civiltà. Nel secolo scorso in tutto il mondo adoperando gli antichi sistemi e con l’aggiunta della tecnologia, un consistente alleggerimento della pressione in effetti è stato attuato con decine e decine di milioni di morti sugli altari delle ideologie di potenza. Ma poi sugli altari della democrazia e del benessere ecco che sono nati miliardi di nuovi individui e prolungata la vita ad altri miliardi.
Se solo andiamo alla nostra memoria di italiani e di quanto ricordiamo d’aver vissuto noi e i nostri nonni e genitori nel secolo scorso, vediamo che ogni individuo nato agli albori del ‘900 aveva vissuto direttamente o tramite parenti e amici in soli 46 anni, due guerre mondiali, varie guerre coloniali, la guerra di Spagna, l’avvento del socialismo e delle lotte operaie, del fascismo e del nazismo, la deportazione ebraica, la resistenza, e fra tanto dramma e dolore, però anche tanta vita vissuta e sempre in partecipazione diretta. Un bell’insieme di esperienze per i giovani di un tempo.
Poi è cominciata per molti popoli, per altri 46 anni l’era del benessere, della democrazia e della pace, e per i giovani quello della sicurezza del lavoro, mentre per altri popoli, allora definiti Terzo Mondo, era l’inizio di un cammino di riscatto dalla schiavitù ma ancora nel prosieguo di guerre, miserie e tirannie.
Anche i sistemi esoterici e criminali che ora appaiono più “pacifici”, stanno quindi da diciotto anni dando il meglio di sé contribuendo con bunga-bunga d’ogni sorta, droghe, delitti rituali, piccole-medie guerre e genocidi, piccole esplosioni nucleari, merendine e distrazioni varie a contenere il problema giovanile. Si è visto che, fortunatamente per i giovani, tutto questo non è bastato.
Ma ecco oggi cominciare a svelarsi il grande inganno che è montato in questi diciannove anni, in Italia poi, regno dei prodotti doc, con una speciale raffinatezza.
L’animo dell’uomo, oggi si va infatti progressivamente liberando, e solo per iniziativa autonoma dei giovani. Volendo fissare una data dell’inizio dell’ultima compressione violenta subita indichiamo la fine del 1992, pressappoco diciciannove anni fa. Ormai siamo quindi al limite della sopportazione da parte di chi per primo ha già colmato questo lasso di tempo ed è all’inizio della liberazione delle energie compresse.
I giovani sono davvero indignati. Mai parola è stata così azzeccata e nuova per definire, grazie ai giovani spagnoli che l’hanno coniata, senza alcuna retorica e asprezza, ma quasi con solenne delicatezza discorsiva, lo stato d’animo e lo stupore di un’intera generazione di fronte a chi li governa e guida, per la loro condizione attuale di… Indignati!

Didascalie (dall'alto verso il basso):

1. 2. 3. Roma sabato 15 ottobre 2011.

Le fotografie sono cortesemente concesse da Micheal Rahija a

(https://picasaweb.google.com/109125964123370868559/OccupyRome15Ottobre2011Roma)

 

 

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