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Sabato 19 Novembre 2011

Un Giorgio e tre super Mario salveranno il Paese?
Dall’11.11.11 verso dove andremo?
di Marcelo Mariani


Chi aveva dubbi sulla schola di appartenenza del cavaliere, ora può toglierseli. Di nuovo il nostro, ad una dignitosa uscita di scena anche se temporanea, ne ha preferito una istantanea, ma con rientro altrettanto veloce. Uscito e rientrato subito per far disperare Napolitano e il popolo italiano, e compiacere Di Pietro che in maniera colorita lo aveva previsto: “ma vuoi vedere che questo rientra dalla finestra…”. E disilludere quanti del suo partito si stavano già sciogliendo in varie direzioni richiamandoli perentoriamente all’ordine, nonché fare una pernacchia a quei suoi generali che stavano inquadrando le rispettive divisioni pronti a marciare verso il centro e verso destra.
Il nostro infatti non ci sta, ormai è chiaro, e con lui gli alleati e peones del mondo affaristico si sono accorti che gli venivano togliendo la sedia da sotto, e che quindi sono corsi dal loro papi a piangere e giurare fedeltà, a implorare un’indicazione contro lo straniero che pretende di dettare legge in casa nostra.
Ormai sappiamo tutti che Draghi è espressione della finanza (ma guarda un po’, pensavamo venisse dalle sale operatorie), che Monti è anche lui espressione della finanza (anche qui siamo davvero sorpresi), così come Balotelli è una nuova espressione della nazionale di calcio che l’altra sera, venerdì 11, ha segnato un gol, agevolato un secondo e per poco un terzo.
Ma anche Monti venerdì 11 ha segnato il suo ingresso al Senato e per Draghi hanno parlato migliaia di studenti “draghi indignati e ribelli” venerdì 11 a Roma, Milano, Bologna, Pisa, Venezia, Napoli.
Tutti nel giorno dei grandi uno. Ma anche del 3. Tre super Mario infatti di calibro assoluto e la cui esibizione dà chiaramente fastidio. Fanno ombra.
Il primo perché vuole imporre delle regole, il secondo delle speranze e il terzo perché è “abbronzato”. Tre fuoriclasse, tre marziani che aggiungendosi come i grani del rosario a Giorgio Napolitano e poi alle innumerevoli silenziose eccellenze italiane, possono oscurare lo splendore del “governo più duraturo della storia italiana”, il governo dei diciotto anni di morte della civiltà, il governo del buco nero dei giovani, delle tasche svuotate agli italiani lira dopo lira, della fame di potere istituzionalizzata.
Giustamente Maroni rivendica gli arresti dei latitanti e i beni sequestrati alla criminalità organizzata, Tremonti d’aver salvato per tanti anni i conti pubblici, Alfano d’essere il fedele designato invidiato e giovane delfino, e lui il Grande Capo, ricorda d’aver dato quasi un ventennio di visibilità al Paese. E che visibilità! Eppure proprio tutti costoro conoscono perfettamente come stanno davvero le cose.

In sala stampa tra i corrispondenti stranieri la delusione in questi giorni è grande: “E ora di chi parliamo e di cosa, il cavaliere faceva notizia tutti i giorni… abbiamo perso un tesoro di continui scoop… aridatece er puzzone, dicevano nei rispettivi dialetti”. Verrebbe da rispondere: Tranquilli…
Ma cosa ha determinato l’impennata improvvisa, il ripensamento del cava e dei suoi dopo un’apparente rassegnazione? Hanno atteso la chiusura delle borse, e quindi la prova del grande respiro dei mercati, per rialzare la testa e le pretese. E che partita stanno giocando giorno dopo giorno ad ogni risveglio delle borse. Con le oscillazioni dei mercati tra lunedì e venerdì nella rotazione del pianeta e delle sue borse gli sfruttatori, le sanguisughe e quanti degnamente li rappresentano e ne interpretano le volontà sulla scena mondiale incasseranno nelle oscillazioni determinate dagli odierni tentennamenti cifre colossali.
Napolitano, che ha raccolto da ogni dove applausi, ecco che viene subito smentito proprio da chi lui stesso ha portato in volata a Palazzo Chigi. Monti vuole governare sino al 2013 altrimenti non se ne fa nulla. Il governo tecnico a tempo per risanamento e legge elettorale non gli va, da servitore del Paese vuole passare a salvatore. E quindi, giustamente, gli occorre più tempo, almeno sino al 2013, e un appoggio più garantito.
Qualcuno gli dovrà far capire che non può in 24 ore ricevere un incarico per il quale il paziente Napolitano ha speso tutto di sé con dichiarazioni solenni e apprezzate, e poi rivoltare gli accordi su cui si era imbastito un accordo faticoso e miracoloso tra i due schieramenti contrapposti.
Ma che forse al pranzo col cavaliere a Monti gli hanno rifilato una polpetta avvelenata a tempo, o gli hanno fatto un rito confusionale?
E che di rito si possa trattare – lo dicevamo prima – lo si vede dal fatto che il nostro è infatti rientrato dalla finestra e in modo che non si può dire geniale solo perché è diabolico. E spieghiamo che quando si dice schola, si dice una cosa democratica, con preside, docenti, discenti e bidelli, ma anche con un consiglio d’amministrazione che governa con la confusione e quindi tra la confusione i suoi allievi, e senza i genitori.
Se il nostro per vent’anni ha dominato incontrastato la scena, malgrado decine di processi e altre “angherie”, vuol dire che ha i numeri per farlo e i numeri per lui sono i voti che è sempre stato capace di trovare, i parlamentari a basso costo, le ragazze a qualsiasi costo, i denari a fiumi e… gli alleati occulti.
Monti invece dopo la confusione di cui dicevamo prima, ha ascoltato buoni suggeritori, non ha rimarcato troppo sulla sua durata, anzi ha lasciato che lo facessero gli altri, poiché, per ora, un po’ di respiro senza responsabilità fa comodo a tutti per ritrovare le proprie basi e predisporre alleanze.
Poi MM che sta camminando muro muro, ha messo bene in evidenza pensionati, donne e giovani, insomma vuole fare le cose per benino, perché ben gli hanno detto che a destra, centro e sinistra, sotto l’apparente calma stanno preparando le armi, a meno che lui non riesca ad addormentare tutti e così propinare le sue medicine.
La sofferenza della gente è quindi gestita da questi idoli a cui comunque ancora buona parte del Paese guarda adorante e timorosa di perdere qualche privilegio.
Da chi vorremo davvero essere salvati, se da italiani che se pur navigano nelle difficili acque del pianeta sono comunque osservanti di una stella, o se da altri italiani che stretti da un patto puzzolente svendono di noi ogni giorno un pezzo, lo capiremo ben presto e osservando gli eventi di ora in ora.

Se poi osserviamo gli schieramenti mondiali e l’Italia, vediamo bene che grazie a Silvio il nostro Paese ha irradiato nel mondo volgarità e mediocrità, immobilismo e ruberie, mentre grazie a Giorgio i potenti del mondo guardano all’Italia con segni altrettanto chiari. Obama, Merkel, Sarkozy, Blair e altri stanno mostrando segni di grande considerazione a Napolitano, di gran lunga maggiori di quelli a suo tempo rivolti a Pertini e a Ciampi.
Il nostro Paese da causa di un possibile disastro in quarantotto ore è divenuto il punto di riferimento per una rinascita dei mercati o per uno sconsolante fallimento di cui saremo chiamati severamente a rispondere. L’Italia da sempre terreno di scontro di potenze straniere, ancora una volta ha prestato il suo territorio e la sua civiltà agli interessi mondiali contrapposti. E questa volta vedremo quale serialità omicidiaria sarà messa parallelamente in campo, dopo le BR e il Mostro di Firenze.
Tre super mario e un giorgio in quattro e quattrotto hanno collocato l’Italia al centro dell’attenzione mondiale che a breve dovrebbe stupirsi della nostra capacità creativa, e questa volta per ragioni contrarie a quelle che l’avevano da tempo proposta come la pecora nera del sistema.
Non siamo complottisti, ma attenti osservatori dello scontro fra due schole, quella dal volto “pulito e umano” che vuole mantenere il controllo del capitalismo, della democrazia e della sua dignità e per cui Giorgio è un campione di razza da sostenere e in modo evidente e convincente, e quell’altra, la schola che è il volto di tutto ciò che non è pulito per antonomasia e cioè di chi vuole mantenere il controllo di tutto e ad ogni costo, e per cui il capitalismo è solo strumento aggiornato di dominio. Dopo l’apparente ko tecnico ecco che il nostro si rialza recitando anche lui la parte del salvatore ma pronto a usare lega e colonnelli per colpire alle spalle chi gli ha rubato posto e scena e credendo che nessuno l’abbia capito. A Gheddafi ha dovuto realisticamente rinunciare, ma a Putin no, al bunga bunga no, ai programmi finanziari no, al trono no, no,no!
Che trappolone sta lì pronto per tutti, anche per il cauto Di Pietro, da parte di chi dalla cima della buca dice a tutti “guardate che io sono qua a vegliare…”.
L’esorcismo lo può praticare solo chi possiede determinati carismi, ma questi carismi sono conferiti solo a chi ne è degno, e per provate virtù.
Obama, Sarkozy, Merkel e Blair avranno poco da ridere per un bel po’ di tempo. E Napolitano dovrà riguardarsi il fegato.
11.11.11 tre volte 11 fa 33 che sono gli anni di Cristo, e se per molti questi numeri sono soltanto riferimenti esoterici e massonici, per noi richiamano subito la Giustizia cui fa sempre riferimento Gabriella Carlizzi, Giustizia che non consentirà il protrarsi di questa odiosa spremitura.



Descrizione immagini (dall'alto verso il basso):
- Mario Monti;
- Mario Draghi;
- Mario Balotelli;
- Il Presidente della Reppublica Giorgio Napolitano.
 

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