Una finestra nuova, per tutti, aperta sulla strada, sul mondo, ... lontana dai poteri, vicina alla gente, ... curiosa, rispettosa, amica, ... aperta allo scambio, alla battuta, al saluto, alla discussione, alla polemica, ...incline alla pace, ... ansiosa di verità, ...anche provocatoria se necessario, ... puntuale, ... intrigante, ... attesa, ............

 

11 agosto 2015

 

UN’OCCASIONE DA NON PERDERE… O UN’OCCASIONE GIA’ PERDUTA?

di Carmelo Maria Carlizzi

 

 

In concomitanza con l’anniversario della scomparsa di Gabriella (11 agosto 2010) mi piace affrontare un argomento che in questi giorni è di grande attualità e per molti di grande scomodità: quello dei cosiddetti migranti, ossia di coloro che a bordo di ogni sorta di galleggianti si propongono per mare, o con ogni sorta di stratagemmi per via di terra, di raggiungere l’Europa attraverso l’Italia o la Grecia, o attraverso qualsiasi altro approdo o varco.

Ma perché ho pensato di parlare proprio oggi di questi disperati che mettono in gioco con tale decisione la loro vita e quella dei loro figli, mentre coinvolgono di fatto nella loro precarietà quei Paesi dove cercano di dirigersi e di stabilirsi inducendoli a decisioni che potrebbero divenire nel bene o nel male anch’esse estreme?

domenica 19 luglio 2015

 

OGGI IL CASO DI ROSARIO CROCETTA E IL SUO SILENZIO DOPO LE PROVOCAZIONI SU LUCIA BORSELLINO.

22 ANNI FA ANZI 23 GABRIELLA INVECE SEMPRE A PROPOSITO DI FALCONE E BORSELLINO  SALIVA AL VIMINALE PER INCONTRARE IL CAPO DELLA POLIZIA VINCENZO PARISI …

di Carmelo Maria Carlizzi

 

Nella ricorrenza della strage del 19 luglio 1992 in cui morirono Paolo Borsellino e i cinque agenti di scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina, ritorno su un episodio cui ho più volte accennato e non solo su questo sito.

Mi riferisco alle dichiarazioni rese a verbale da Gabriella in due distinte occasioni immediatamente precedenti la prima alla strage di Capaci e la seconda a quella di Via d’Amelio. Ai primi di maggio del ’92 Gabriella chiese di incontrare l’allora capo della Polizia Vincenzo Parisi che la ricevette al Viminale alla presenza anche del vicecapo Fernando Masone con il quale poco dopo Gabriella dichiarò a verbale d’aver ricevuto una comunicazione, che documentò, in cui si diceva che sarebbe a breve avvenuto in Sicilia un attentato contro un’autorità dello Stato. Di certo allora il ministero dell’Interno mise in atto quanto doveva, ma purtroppo l’attentato con le sue tragiche conseguenze il 23 maggio seguente ebbe comunque luogo a Capaci dove morirono il magistrato Giovanni Falcone, la moglie anch’essa magistrato Francesca Morvillo e tre agenti della scorta Vito Schifani,Rocco Dicillo, e Antonio Montinaro, mentre si salvarono gli altri quattro agenti Paolo Capuzza, Angelo Corbo, Gaspare Cervello e Giuseppe Costanza.

Verso la fine del giugno successivo Gabriella, mentre eravamo a Porto Santo Stefano in vacanza, ricevette un’altra comunicazione per lo stesso mezzo della prima in cui si annunciava testualmente “l’uccisione del giudice Paolo Borsellino“.

 

 

14 aprile 2015

CIAK, SI GIRA – UN PO' DI SANO E INNOCENTE COMPLOTTISMO… OVVERO “IL RITORNO DELLA ROSA ROSSA”

di Carmelo Maria Carlizzi

Un po' di sano complottismo non può che fare bene per stemperare e approfondire ad un tempo la terribile realtà e serietà dei massacri dell'Isis come pure della devastazione che i jihadisti stanno portando avanti, non solo del patrimonio storico e archeologico del Medio Oriente, culla della civiltà, ma anche del tessuto umano e sociale di quel vastissimo insieme di popoli e nazioni che riunisce oggi i figli dell’Islam.

Molti commentatori e studiosi del fenomeno dell’Isis hanno evidenziato la scenografia sempre più sofisticata adottata, ma che poco si combina con la rozza e cruda purezza di un movimento sinceramente rivoluzionario. Già quando protagonista del terrore era Al Qaeda si era notato il sapiente utilizzo dei metodi della psicologia di massa per la diffusione di messaggi ed immagini. Anche le nostre Br invero avevano adottato – naturalmente parliamo di quaranta anni fa – strategie di propaganda che usavano strumenti presi a prestito dalla comunicazione televisiva e fotografica per inviare o rafforzare i propri messaggi politici, o anche solo per depistare investigatori e giornalisti.

mercoledì 25 febbraio 2015

CODICE MOSTRO DI FIRENZE: il 9 e il 45, simboli dell’uccisione della prole
di Andrea Carlizzi

In questo articolo esporrò al lettore quella che ritengo essere una scoperta estremamente rilevante per quanto riguarda i delitti del Mostro di Firenze, ossia la scoperta del codice (o, meglio, di uno dei codici) numerico e simbolico utilizzato in tutti i duplici omicidi. Questo codice da un lato rivela in maniera evidente l’esistenza di un legame profondo che unisce i delitti, di un obiettivo comune che, come vedremo, consiste nell’uccisione della prole attraverso l’uccisione della coppia di amanti e quindi attraverso l’uccisione della capacità generatrice stessa; dall’altro, essendo un codice basato sulle date degli omicidi, sui nomi delle vittime e sui luoghi dei delitti, fornisce considerevoli indizi a sostegno della premeditazione a tavolino dei crimini del Mostro. Veniamo ora all’analisi di questo codice.

 

lunedì 11 agosto 2014

A QUATTRO ANNI DALLA SCOMPARSA DI GABRIELLA ANCORA IL NUMERO CHE CONTA E’ IL 22, MA INTESO COME 2 + 2 CHE NEL NOSTRO CASO NON FA QUATTRO. INFATTI SONO PRESENTI ATTUALMENTE NEL NOSTRO PAESE CONTEMPORANEAMENTE DUE PAPI E DUE PRESIDENTI DEL CONSIGLIO. L'ITALIA FA SEMPRE LE COSE PER BENE E IN ABBONDANZA.
Il mondo come sappiamo è in continua evoluzione e anche oggi a quattro anni dalla scomparsa di Gabriella effettivamente le cose per diversi aspetti paiono molto cambiate. Un nuovo papa, Francesco Bergoglio, ha improvvisamente e rapidamente rivoluzionato le regole che da duemila anni si erano andate formando attorno al ruolo di vicari di Cristo attribuito a Pietro e ai suoi successori.

di Carmelo Maria Carlizzi

 

domenica 22 giugno 2014

“LA ’NDRANGHETA È QUESTO: ADORAZIONE DEL MALE E DISPREZZO DEL BENE COMUNE”, è quanto ha dichiarato Papa Francesco sulla Piana di Sibari in Calabria davanti a duecentomila fedeli. E quindi, aggiungiamo qui, i mafiosi nella qualità di operatori di male sono adoratori di … Satana. Certo il Papa, in un estremo segno di ammonimento e di carità assieme, questa appendice così specifica non l’ha voluta esprimere, ma può senza tante sofisticazioni essere considerata scontata, sottintesa.
Dopo i cinquant’anni di scorrerie del mostro di Firenze contro l’amore della coppia uomo-donna, dopo l’attacco alla famiglia da parte di Satana con i femminicidi a ripetizione ormai da tanti anni e dopo gli ultimi efferrati incomprensibili massacri di intere famiglie a Bergamo, a Motta Visconti, a Tempio Pausania… dopo le crocifissioni di prostitute e cristiani, ecco la risposta di Papa Francesco che comincia dalla criminalità organizzata con l’attacco frontale portato nel cuore della Calabria e che costituisce una vera e propria dichiarazione di guerra al male assoluto.
di Carmelo Maria Carlizzi