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Sabato 18 febbraio 2012

GEMELLI D'ITALIA
di Marcelo Mariani


Il vero affondamento dell’Italia e quindi della Concordia del 13 gennaio sarà ritentato. E tramite loro si tenterà ancora quello dell’Europa. Il nostro Paese va quindi ancorato per tempo a ragioni salde se vuole salvare sé stesso e contribuire davvero decisamente al salvataggio dell’Europa, così come viene chiesto con forza da varie parti del mondo. La metafora della nave prosegue dopo quella dei gemelli e prima ancora della coppia. La Coppia in Italia, a Firenze, e i Gemelli, figli della coppia, negli Stati Uniti, e ora di nuovo in Italia. Il ricordo dell’affondamento dell’altra Concordia del 12 gennaio 1915 (dopo 97 anni), anche qui con varie decine di vittime e arresto del comandante, a pochi mesi dallo scoppio della Grande Guerra e anch’essa nel Tirreno proprio davanti ad “Ostia” – nome che è tutto dire –, così come riportato in un ampio servizio di Repubblica domenica 5 febbraio scorso, fa pensare ad un assai lugubre avvertimento. Ma speriamo che l'inchino al “Giglio” toscano del Tirreno non sia altrettanto infausto per conseguenze mondiali. E poi come non accennare all’incidente alla Sharden dei giorni scorsi – anch’essa gemella di un’altra nave-traghetto della Tirrenia, la Nuraghes – che uscendo dal porto di Civitavecchia ha urtato la banchina provocando allo scafo uno squarcio di decine di metri su tutta la fiancata, richiamando con sinistra somiglianza quello della Concordia. Anche il rischio che si è corso su questa nave non è da sottovalutare con la sua capacità di ben 3000 passeggeri oltre all'equipaggio. E poi come non ricordare il disastro della Moby Prince (140 morti) dopo lo scontro al largo di Livorno in uscita dal porto con l’Agip-Abruzzo del 10 aprile 1991 (21 anni orsono), e il giorno dopo, l’11 aprile, quello dell’esplosione sulla petroliera Amoco Milford Haven poi affondata al largo di Voltri ambedue gli incidenti quindi di nuovo nel Tirreno. Lungo questo tratto di costa tirrenica bagnato dal sangue che un certo giorno, di notte, ha cominciato a scendere dall’Arno, pare avere per qualcuno un significato particolare. Ma qui non voglio essere catastrofista, né complottista a tutti i costi. Mi limito ad utilizzare i metodi di decodifica di Gabriella. Perciò sempre pensando ai gemelli, come non associare quanto accaduto al Festival della canzone di nuovo ai gemelli più famosi, Romolo e Remo. Romolo fondatore di Roma, che come santo, come San Romolo, è invece il fondatore della città di Sanremo e a lui rimane intitolata la sua attuale frazione di San Romolo. Morandi era palesemente intontito dalle stupidaggini e volgarità della coppia dei comici che hanno aperto la manifestazione, e poiché Monti aveva annunciato nei giorni scorsi il proposito di mettere ordine in Rai, ecco che applaudito da alcuni dei suoi maggiori esponenti in sala, Celentano ha portato un attacco senza precedenti alla Chiesa e alla coppia dei maggiori giornali cattolici. Colpevoli non tanto di qualche commento su Celentano, ma d'essere il maggior sostegno mediatico del cattolico Monti. E la risposta alla trasmissione si è avuta subito con l'interruzione del televoto che ha incasinato ulteriormente il già frastornato Morandi del tutto “teleguidato” e salvato poi solo dalle grazie di una coppia di bellissime con una farfalla, quella di Belen, che va a far coppia con quella più nota della Rai. Con il tormentone delle mutande di Belen che sta appassionando l'Italia che invece per tanti è già in mutande.

 

 

 

 

 

 

 

Ora diciamolo con chiarezza, tanto sostegno internazionale a Monti – senza nulla togliere alla sua intelligenza, capacità e austerità – è facilmente sospetto. A partire dal nostro parlamento, dall’Oltretevere, da Inghilterra, Francia, Germania e Stati Uniti un coro di consensi che se sono dovuti a Monti come persona, appaiono dovuti ancor più solo al livello più esteso ma più basso degli italiani, quello dei pensionati, dei disoccupati, dei giovani, delle donne, dei dipendenti pubblici e privati della fascia larghissima di quelli con minor reddito. Al massimo sono stati poi sinora delicatamente coinvolti nei sacrifici tassisti, artigiani, commercianti e professionisti. Ma più in alto dei notai, al di là delle buone intenzioni, probabilmente non si andrà. E infatti arrivati ai notai ecco il premio, la “registrazione”, il riconoscimento agli “strepitosi” progressi dell’Italia. E tutto dal massimo ufficio del “Registro”: la Casa Bianca di Obama. Tanto che noi ci guardiamo ancora stupiti di tanto consenso e di tanta responsabilità. Meritata? Che trucco c'è dietro? Certo Monti ci ha messo letteralmente in mutande pur potendo tutte le famiglie italiane disporre ancora di coperte di lana. E con questi cittadini tutto sommato docili e pronti a impastare in quantità mattoni per i bravi muratori italiani e non solo, sta tentando di salvare l’economia italiana, l’euro e l’Europa. Così come gli è stato esplicitamente commissionato. E i segnali economici paiono piano piano per ora dargli ragione. E bene ha fatto a far saltare la domanda di partecipazione alle Olimpiadi del 2020 che avrebbero solo provocato spese per il Paese e grassi appalti per i soliti.

Ma a proposito di segnali, guai per lui e per l'Italia ad andare più su dei notai! Classe politica, manager, grandi patrimoni e interessi di multinazionali non lasceranno passare veri tagli e sacrifici, e i primi ad opporsi saranno quelli della criminalità organizzata. Certo qualche boss di peso in galera e qualche centinaio di milioni questa azienda che ha l'oscar dell'aggiornamento, li fornirà di continuo a cronache e fisco. Tanto basta aumentare un po’ gli interessi usurari, le rendite di appalti, il pizzo, il costo base di una dose di roba e via così, ed ecco che ti sistemo i giovani che vogliono lavoro e fare strada ed ecco come si rientra del surplus di spese e si fa contenta l'immagine degli apparati esecutivi. Ugualmente per tutti gli altri usurpatori del lavoro e dei sacrifici degli italiani, immolati su altari molto particolari. E qualche punto percentuale di tasse ed Ici qua e là sarà anche pagato, tanto basta far salire di 10 centesimi il costo della benzina se parliamo di petrolieri, di punti percentuali con le assicurazioni, idem per il costo del denaro con le banche, quindi di provvidenze per altre istituzioni e così via. Alla massa degli italiani resta però la bella soddisfazione d’essere considerati ora parte di un paese in quattro e quattr'otto portato sugli scudi delle parole in giro per il mondo; ma guai ad alzare più su la testa perché in un attimo a partiti, sindacati, manager, banche, criminalità e media sarebbe dato il via libera e noi torneremmo ad essere patria di spaghetti, corruzione e mafia.

Pertanto a Monti, professore e persona per bene, così come la Fornero ha mostrato le lacrime, a lui che ha un cuore, non gli resta da buon cristiano, per l'ancoraggio di cui dicevamo all'inizio, che procedere nella assoluta necessità di un riequilibrio sostanziale tra tutte le categorie del paese. Solo che l’assalto lo condurrà piano piano, cercando di strappare qualcosa ogni giorno. Naturalmente senza mettere il dito sui temi di politica internazionale, su iraniani, israeliani, palestinesi e via cantando. Guai a pensare come Moro, Andreotti o Craxi di potere per ora fare una politica estera italiana. O come talvolta lo stesso Cavaliere! Ci ritroveremmo subito come la Grecia a pagare interessi per i prossimi cent’anni. I soldati all’estero sono graditi, ma che non pensassero di sparare, di bombardare, di applicare una qualche ragione di potenza… e non solo militare. Fin qui va bene per tutti. Monti è stato chiamato a occuparsi di economia e lì continuerà a trovare consensi e sostegni poderosi. Con lui l’Italia oggi è chiamata a occuparsi di denaro come fosse un’opera d’arte. Come ai tempi di Lorenzo il Magnifico a Firenze E gli gnomi della finanza per fidarsi di un Paese sinora in questo campo così poco stimato, vuol dire che hanno preso le loro belle garanzie. E la grinta di Napolitano, Bagnasco, Monti e Draghi è tutto dire. Ma è anche tutto dire il rinvio del vertice di gennaio con Merkel e Sarkozy e quello attuale della Merkel, anche se ben motivati ufficialmente. E non dimentichiamo la lezione poi rientrata dell'arresto del potente Strauss Khann contemporanea di quella impartita al Cavaliere e a quella fresca fresca al presidente tedesco Christian Wulff, guarda caso, appena rientrato dall'Italia dopo l'incontro con Monti.

I fatti avvenuti in Grecia con le devastazioni dei black bloc sono anch'essi sintomatici, ma secondo me non certo espressione dell'animo dei greci che non vedo disposti a bruciare il proprio Paese e quindi appaiono chiaramente come messi in campo da una precisa regia circolare. Il cappio al collo anche l’Italia ce l’ha e come! Seppur velato dietro tanta considerazione, nascosto agli occhi degli italiani, mentre alla Grecia già l’hanno stretto. Basti vedere le agenzie di rating che continuano a tenerci sulla graticola ad ammonirci e a voler dire: attenti bene! Osserviamo lo spreed goccia dopo goccia che viene fatto ora scendere, dalle stesse mani nella gola riarsa della nostra economia, ora salire. E se a Bossi viene lasciata dire una parola di troppo, zacchete ed ecco una stretta al cappio. Il governo vara un’altra sanguinosa tassa, ed ecco che allora ti lascio appena un po’ di respiro. Mentre il torturatore continua a dire solennemente a tutti: “Vedete la Grecia come è finita? Ed allora andate ancora a schola, studiate bene l'ABC dell'ultimo grido della politica con il bravo Alfano che va a braccetto con Bersani e Casini, tutti disciplinatamente pronti anche ad un Monti-bis!”. E questa volta con la benedizione del Cavaliere che deve difendere il suo impero, cosa ben più seria e rappresentativa di quanto si immagini. E quella di Bagnasco anche lui con molti interessi e valori da difendere e ricostruire.



Descrizione immagini (dall'alto verso il basso):

- la Costa Serena in lontanza e la Costa Concordia;

- la Nuraghes di Tirrenia, gemella della Schengen

- la lupa, Romolo e Remo;

- la farfalla del logo Rai e quella di Belen;

- Merkel, Sarkozy e Monti;

- Scontri ad Atene;

- Alfano, Bersani e Casini

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