Venerdì 25 Marzo 2011

I paesi arabi sono tutti in gran fermento per le manifestazioni che ne stanno destabilizzando i diversi governi, siano essi dittature o monarchie dal pugno più o meno pesante. Ma sommovimenti di uguale prossimo fragore sono in ebollizione altrove, ovunque.
Le economie di tutti i paesi che già stentavano a trovare una accettabile stabilizzazione, tra crisi petrolifera indotta e terremoto giapponese, sono ora di nuovo nella necessità di individuare orientamenti e metodi ancora una volta del tutto nuovi.

I genitori di ogni tempo si sono sempre premurati di avvertire e mettere in guardia i figli contro i lupi in agguato e contro le prese della corrente, contro i coltelli, e contro le caramelle offerte dagli sconosciuti.
Anche un uomo primitivo sapeva che il fungo colorato ed invitante, l’amanita falloide, quella in cui i Puffi costruivano le loro pittoresche abitazioni, era causa di un sonno eterno, ma non come quello di Biancaneve con teca di vetro e bellezza preservata in eterno, bensì orrendo e livido come solo la morte può essere.
Tuttavia sussistono strenuamente, in tutta normalità, gli irriducibili aficionados dell’atomo, del colorante artificiale, del disboscamento felice, della scalata sociale e del “freghiamocene dell’avvenire degli altri”, come ci insegna gran parte della classe al potere. Del resto cosa ci aspettavamo? Il loro motto è semplice: “Se qualcosa sale, qualche altra deve scendere!”, ed è chiarissimo come il sopruso e la legge della giungla siano il loro quintessenziale concetto di Evoluzione.
Ma veniamo alla mia gente, che è anche la vostra gente. Per capirlo basta solo chiudere gli occhi e dimenticare il colore della pelle e gli occhi a mandorla. Il dolore e le lacrime sono esattamente gli stessi, ed il senso di perdita dell’Aquila è simile a quello che ora provano a Fukushima. Città rase al suolo dalla potenza della natura.

Ho in tante occasioni commentato per telefono o tramite mail con Gabriella Pasquali Carlizzi tutti quei casi di cronaca che più attraevano la sua attenzione e dai quali molto spesso estraeva chiavi di lettura impensate, ma nei quali pescava anche connessioni davvero coinvolgenti.
Talvolta mi è anche capitato di suggerirne a lei qualcuna, ed esserne ascoltato.
Dall’11 agosto mi trovo però a lavorare ormai praticamente solo di pura fantasia o di banale realtà, poiché Gabriella non c’è più.
E guardandomi attorno mi sembra di non essere il solo.
Succede che appena saputo della scomparsa e poi dell’orribile fine ad Avetrana della giovane Sarah Scazzi strangolata, almeno a quanto risulta sino a poco fa secondo il reo confesso omicida e anche sporcaccione zio Michele Misseri, ho cominciato a sentirmi dentro come bombardato da tutto quanto Gabriella era solita dirmi o scrivere nei suoi articoli.
Ma vuoi vedere che anche stavolta… Ma vuoi vedere che ha davvero ragione l’avvocato Paolo Franceschetti quando dice che Gabriella ha aperto la sola strada su cui tocca addentrarsi se ci si vuole capire qualcosa…
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